1. INTRODUZIONE Vediamo quali sono le idee fondamentali circa la mentalità, l'essenza e la finalità della metodologia dei Cursillos di Cristianità.

    Premetto che quello che sto scrivendo l'ho ripreso da alcune riflessione di Padre Carminati, che secondo me, al di la di quello che si è detto in parecchi incontri, è l'unico che ha dato un serio indirizzo, la spiegazione della essenza e della finalità del fare cursillos in Italia. Chi sta scrivendo è una persona che ha vissuto e vive ancora nell'ambiente Scout dell'AGESCI, e quindi abituata a seguire un metodo, che identifica e da un volto a quello che stiamo facendo, senza metodo si è cani sciolti e non si arriva da nessuna parte! Poichè i cursillos hanno sempre una qualche efficacia, NON SONO POCHI i responsabili che si accontentano dei frutti immediati, raccolti a beneficio delle strutture parrocchiali o diocesane in cui si trovano ad operare, e:
    • NON SI PREOCCUPANO di raggiungere gli scopi per i quali il movimento è sorto;
    • NON SI PREOCCUPANO di rispondere alle esigenze concrete della Chiesa TUTTA e del MONDO di oggi.
    Il movimento dei cursillos non si accontenta dei frutti immediati che l'ambiente parrocchiale o diocesano può da una tre-giorni cristiana, vissuta insieme da un gruppo di uomini che cercano Dio. Le sue finalità vanno oltre le esigenze immediate di un ambiente ecclesiale particolare: le sue scelte di ordine pastorale, teologico, apostolico e metodologico sono dettate dalle esigenze concrete di TUTTE LE COMPONENTI della Chiesa: che cioè, TUTTI GLI AMBIENTI DEL MONDO DI OGGI vengano fermentati di Vangelo.
    Questo RESPIRO MISSIONARIO del Movimento e la permanente inquietudine apostolica che lo anima nascono dal comando ineludibile del Signore:
    • "Andate, dunque, e fate discepole TUTTE le genti" (Mt.28,19)
    • "Andate in TUTTO il mondo, proclamate il Vangelo ad ogni creatura!"(Mc, 16,15)
    • "Sarete miei testimoni SINO AI CONFINI della terra!"(atti 1,8)
    Irresponsabili sono quei "responsabili" [sacerdoti o laici che siano ... ] che si accontentano del 50% o del 70% dei risultati possibili ....
    È necessario, dunque, che i responsabili studino con molta attenzione e VIVANO (studio - vivenza):
    • la realtà del mondo di oggi "in comunione di vita e di destino con gli altri" (Evangeli Nuntiandi, n.21)
    • Il vangelo di Dio e di Cristo,
    • e il cursillo come "attrezzo" di pastorale profetico-kerigmatica, se vogliono conseguire il 100% dei possibili risultati del cursillo.
      Sia ai sacerdoti come ai laici è necessario FARSI "DISCEPOLI":
    • di Dio che ci parla:
      • attraverso la realtà del mondo di oggi (cfr."Mater ed Magistra" 1961, "Pacem in terris" 1963, "Gaudium et spes" 1965, "Populorum progressio" 1967, "Octogesima adveniens" 1971, "La giustizia del Mondo", documento del sinodo dei vescovi 1971, ed in ultimo ma solo in ordine di tempo la "Christifideles laici" 1988),
      • e attraverso il Vangelo del suo Cristo....
    • della esperienza di tanti fratelli che maneggiano da decenni l'attrezzo del cursillo e ci hanno fatto il grande dono di "Ideas fundamentales del movimiento de cursillos de cristianidad" (idee fondamentali del movimento dei cursillos di cristianità)
  2. MENTALITÀ - Perchè i cursillos sono nati con una loro propria fisionomia? - Perchè hanno voluto avere questa fisionomia e non un'altra? Descrivendo la mentalità che ha originato i cursillos di cristianità, si daranno al quesito due distinte risposte:
    • il perchè storico dell'origine dei cursillos,
    • e il perchè dell'attialità dei cursillos.
    IL PERCHÈ STORICO DELL'ORIGINE DEI CURSILLOS Ovviamente non starò qui ad enunciare una serie di date e di eventi, quello che ci interessa sono le idee, le posizioni, le scelte pastorali, teologiche ed apostoliche che si facevano largo nel periodo di gestazione dei cursillos.
    La mentalità condivisa e vissuta di un gruppo di persone fu come il seme che conteneva il DNA del Cursillo. Una volta messa a fuoco questa mentalità, potremo sapere:
    • non solo perchè i cursillos sono quello che sono,
    • ma anche tutto quello che i cursillos possono essere,
    • e quello che non potranno mai essere senza autodistruggersi (non ostante le possibilità di evoluzione, la mentalità ha un suo nucleo irriducibile che la identifica).
    Partendo dall'assunto che la mentalità genera il Criterio e il metodo crea la Norma, possiamo dire che la Norma essendo rigida, potrebbe non rimanere al passo dei tempi, mentre il Criterio essendo libero può essere adattato con l'evolversi della società! In altre parole la mentalità è CREATIVA, il metodo può invecchiare, quindi la mentalità deve, dunque, continuamente RINGIOVANIRE il metodo. Gli iniziatori di questa mentalità, dopo aver studiato attentamente la realtà pastorale del loro tempo, maturariono alcune convinzioni circa le scelte apostoliche, pastorali e teologiche che urgeva riparare, scelte che furono una risposta propria ed originale ai problemi di allora... Di fronte a una società che concedeva SEMPRE MENO SPAZIO AI CRITERI EVANGELICI, essi capirono che i pastori d'anime non potevano più continuare ad occuparsi soltanto di coloro che facevano ricorso alle strutture pastorali della Chiesa, ma che bisognava dar inizio ad una TRASFORMAZIONE AMBIENTALE che raggiungesse tutto e tutti. Bisognava che qualcuno si assumesse responsabilmente il ruolo di FERMENTARE LA MASSA secondo i piani del Signore (Mt. 13, 33). Urgeva ritornare all'APOSTOLATO D'AMBIENTE, iniziato da Cristo stesso che non si limitava ad annunciare il Vangelo nelle sinagoghe (Mc. 6, 2) o nel Tempio di Gerusalemme (Lc. 19,47), ma lo annunciava anche sulla spiaggia (Mc. 4, 1; Lc. 5, 3) e sul monte (Mt. 5, 1), nelle case (Mc. 2, 1s) e sulle piazze (Mc. 6, 56), nelle città e nei villaggi (Lc. 13, 22), nelle campagne (Mc. 2, 23) e nei luoghi deserti (Mc. 1,45), nelle case dei praticanti (Lc. 7, 36) e in quelle dei non praticanti (Mc. 2, 16; Lc. 19, 7), nel mondo della cultura (Mt. 22, 35) e in quello della gente semplice (Mc. 6, 34), durante una cena d'amicizia (Mc. 14, 3ss) come durante un banchetto di nozze (Giov. 2, 1-11), in una città « samaritana » come Sychar (Giov. 4), e in un santuario pagano come Bethesda (Giov. 5)... Era TUTTA LA VITA UMANA che aveva bisogno di essere RIBATTEZZATA... Era tutto il mondo che andava RIFATTO dalle fondamenta... Ad una pastorale prevalentemente di conservazione, priva di slancio missionario, cultuale e moralistica, bisognava cioè contrapporre una coraggiosa RIEVANGELIZZAZIONE DI TUTTI. GLI AMBIENTI.. Non si poteva più supporre la fame di Dio nella comunità cristiana, e ad una pastorale prevalentemente catechistica bisognava quindi premettere una PASTORALE KERYGMATICA (= scelta pastorale) adatta a suscitare la fame di Dio nel mondo, la CONVERSIONE PERSONALE degli uomini al Dio vivente... Era urgente far rivivere il ministero di « sentinella » (Ez. 3, 16), il ministero dell'« annunciatore », assegnato dal Padre al suo Cristo (Mc. 1, 38s e Le 4, 43s) e dal Cristo ai suoi Apostoli (Mc. 3, 14; Mt. 10, 27). Era, urgente far rivivere il ministero dell'« araldo » che annuncia il Vangelo di Dio (Mc. 1, 14 e 16, 15), vale a dire la grande notizia del tempo presente: * il tempo è compiuto (Mc.-1, 15; cfr. Gal. 4,4; Eph. 1, 10), * il Regno di Dio è vicino A VOI (Lc. 10, 9; cfr.7. Lc. 4, 43s; Lc. 8, 1 e 9, 2; Mt. 9, 35 e 10, 7; Atti 20, 25 e 28, 31), * è l'anno del condono (Le. 4, 18-19): Iddio annuncia la sua « grazia » (Atti 20, 24), * la grande novità del tempo presente è la persona di Gesù (Atti 8, 5 e 9, 20)... Era urgente far rivivere il ministero dell'araldo»che sollecita l'uomo perché risponda alle attese di Dio: - credete alla grande notizia (Me. 1, 15) e nel Signore nostro Gesù (Atti 20,21), - ravvedetevi perché il Regno di Dio è vicino (Mc. 1, 15; cfr. Mc. 6, 12; Mt. 3, 2 e 4, 17; Atti 2, 38 e 17, 30), - ravvedetevi e CONVERTITEVI A DIO (Atti 26, 20; cfr. Atti 3, 19; Atti 14, 15 e 20, 21), - ravvedetevi e vi saranno condonati i vostri peccati (Le. 24, 47), - il BATTESIMO è permanente chiamata al ravvedimento per ottenere la remísàione dei peccati e il dono dello Spirito Santo (Atti 2, 38; cfr. Mc. 1, 4; Le. 3, 3), - fate, dunque, frutti adeguati di ravvedimento (Mt. 3, 8; Le. 3, 8; Atti 26, 20), - GESU' è venuto per i peccatori e li chiama al ravvedimento (Le. 5, 32). Egli è stato costituito da Dio « giudice dei vivi e dei morti » (Atti 10, 42)... Prima di scegliere IL MESSAGGIO DEL CURSILLO (scelta teologica), gli iniziatori del Movimento studiarono attentamente la pastorale dominante ai loro giorni e i risultati della medesima. Detta pastorale, anziché illustrare le maggiori iniziative di Dio e di Cristo che vengono incontro alle migliori aspirazioni degli uomini, era prevalentemente orientata a far osservare una legge, sentita più come imposizione che come promozione dell'uomo e della vita divina a lui donata. Non si evidenziava che la legge del Signore favorisce la crescita e la liberazione del cristiano, per cui gli uomini se la sentivano. addosso come un giogo troppo gravoso e piano piano rinunciavano ad essere « cristiani »... Era pertanto urgente centrare l'evangelizzazione sulle iniziative dell'amore di Dio e di Cristo e sul vero senso della legge cristiana stabilita a servizio dell'uomo (Mc. 2, 27)... La pastorale di allora aveva inoltre sminuito la forza di penetrazione della Buona Novella lasciando spazio ad una visione alquanto sfigurata di Dio, dell'uomo e del mondo. Donde l'urgenza di stabilire la vera statura di Dio, Persona vivente che ci ama e ci sceglie (Eph. 1, 3-6), la vera identità dell'uomo, definita dal progetto e dalla chiamata di Dio (Rom. 8, 29s), e la vera fisionomia del mondo, campo di azione del cristiano (Mt. 13, 38) chiamato da Dio ad incarnarsi coraggiosamente nelle realtà temporali per fermentarle di Vangelo (cfr. Giov. 3, 16-17; 1 Giov. 4, 9; Atti 18, 10)... Se gli uomini, filosofi e teologi compresi, si figuravano un Dio di misure umane era perché non facevano attenzione a quanto Egli ha detto di sé stesso (Os. 11, 9). Se lo subivano come un giudice o un giustiziere era perché non lo si annunciava più come l'avevano annunciato gli Apostoli (cfr. 1 Giov. 2, 1-2; 3, 19-20); Il concetto autentico di Dio è liberante ed era urgente rimetterlo in evidenza... La pastorale era, allora, pensata più come cura d'anime che di persone ed era quindi necessario ridare tutta l'attenzione dovuta alla « vocazione » personale di ognuno e portare a « salvezza » i valori vivi delle singole persone (vita, libertà ecc.). L'apostolato organizzato tendeva a inquadrare i fedeli in schemi prestabiliti, perché non si faceva attenzione al « dono » proprio di ciascuno (Eph. 4, 7; Rom 12, 6), alla « persona » del cristiano, alla sua « unicità » nel Corpo mistico. Il cristianesimo è liberante nella misura in cui l'uomo si impegna a dare la PROPRIA RISPOSTA « PERSONALE » a Dio che lo chiama, ed era quindi urgente che la pastorale centrasse i suoi obiettivi in questo senso, puntando più sulla FEDE che sulla religiosità degli uomini. La religiosità, infatti, può produrre in loro la falsa sensazione di essere arrivati: l'adempimento di un precetto li inclina a credersi dispensati dal pensare, dal riflettere, dal decidere, dallo scegliere, dal remare. La FEDE, invece, è liberante, favorisce cioè la realizzazione gioiosa della persona, perché impegna ad una CONVERSIONE sempre PROGRESSIVA alla potenza di Colui che ci chiama per nome (Giov. 10, 3) e stabilisce la nostra identità (= persona)... Anche del mondo si aveva, allora, un concetto alquanto manicheo, e si temeva che le sue realtà temporali alienassero gli uomini da Dio, per cui si doveva rimettere in luce la « vocazione » a vivere nel mondo e riaffermare la possibilità di « annunciare » il Cristo anche restando nel mondo (cfr. Mc. 5, 18-20)... In coerenza con queste scelte teologiche era urgente far giungere a tutti un « annuncio » gioioso e vivenziale come quello degli Apostoli cheavevano sentito con i loro orecchi il Verbo della Vita (1 Giov. 1, 1), avevano visto con i loro occhi il Cristo Risorto (Giov. 20,25), l'avevano toccato verificando con le loro mani la sua realtà umana e corporea (Le. 24, 39), avevano mangiato con Lui (Le. 24, 4A-43; Atti. 10, 41), avevano goduto della sua presenza (Giov. 20, 20) ed esperimentato il suo perdono (Giov. 21, 15-17)... Occorrevano « annunciatori » docili come gli Apostoli all'impulso divino a parlare di quanto si è visto e sentito (Atti 4, 19-20), « annunciatori » contenti di soffrire vilipendio per il Nome di Gesù (Atti 5, 41), R presi. » dal Cristo vivente in loro (Gal. 2, 20) e certi della Pentecoste in atto nei loro cuori (Atti 2, 15-18)... Gli iniziatori dei cursillos si trovavano di fronte non soltanto a un mondo sempre meno cristiano », ma anche ad un CRISTIANESIMO SEMPRE MENO INFLUENTE, presentato più come dottrina da conoscere che come vita vissuta. L'incoerenza tra ciò che si predica e ciò che si vive era già stata stigmatizzata dal Cristo (Mt. 23,2-4; Le. 11, 46)... Era pertanto urgente influire sulla società umana mediante la « VIVENZA » del « fondamentale cristiano » per fermentare di Vangelo e di criteri evangelici gli ambienti e le strutture, e vertebrare cristianamente il mondo. Bisognava rendere operante la convinzione che nell'evangelizzazione sono molto più efficaci coloro che « stanno » con Gesù (Atti 4, 13; cfr. 1, 21-22) di quelli che ne sanno studiare a fondo il pensiero e la dottrina, bisognava cioè affidare l'evangelizzazione a uomini che potessero parlare di un cristianesimo personalmente vissuto nel mondo concreto di oggi ed affermare con Paolo: « Per me il vivere è Cristo! » (Filipp. 1, 21; Gal. 2, 20)... E non si dovevano estraniare questi uomini dai loro compiti temporali con altri impegni (Idee fondam., 118, 171, 173; cfr. Le. 3, 12-14; Atti 18, 2-3.26), ma aiutarli a vivere il «fondamentale, cristiano » camminando da autentici « cristiani » sulla VIA DELLA NORMALITÀ E DELLA SECOLARITÀ (cfr. Lumen gentium, n. 31, Deh. 363) NELLA CONDIZIONE ASSEGNATA LORO DALLA VITA e seguendo liberamente la propria vocazione (1 Cor. 7, 12.14.17.20-22.24.27).... Nel cristiano, preoccupato di salvare se stesso, bisognava risvegliare la coscienza che la Chiesa non è una istituzione di comodo per salvarsi, ma è un campo di lavoro che esige operai numerosi (Le. 10, 2), volenterosi (2 Cor. 12, 15) e generosi (Mt. 10, 8; Atti 20, 35), bisognava cioè ridestare in lui l'INQUIETUDINE APOSTOLICA per la salvezza dei fratelli (cfr. Le. 15, 4. 8; 1 Cor. 9, 16.22; 2 Cor. 11, 28; Rom. 9, 3), perché l'impegno apostolico e missionario non è un di più, ma un'esigenza del Battesimo, inquietudine apostolica da tradursi soprattutto nella VIVENZA del fondamentale cristiano. Poiché di fronte a un uomo sempre meno « cristiano » nell'ESSERE, sia pure ancora legato a qualche manifestazione cristiana esteriore nel FARE, gli iniziatori dei cursillos compresero che bisognava impegnarlo prima di tutto a, ESSERE « cristiano »; soltanto dopo ci si poteva aspettare da lui un FARE « cristiano ». Solo, in fatti, se E' buono, un albero può FARE frutti buoni (Mt. 7, 17-18). Anche l'AZIONE apostolica che non è espressione dell'ESSERE cristiano è « recita », è « falsa profezia » (Mt. 7, 15 ss), non ha forza né efficacia alcuna, perché non ha in sé il segno autenticante della « vivenza ». Lo stesso si dica delle strutture di apostolato. Se la scelta apostolica degli inizi era la rievangelizzazione degli ambienti, per una mentalità di questo tipo non era però logico pensare di fare spazio ai criteri evangelici influendo DIRETTAMENTE sulle strutture esistenti (scuole, università, sindacati, redazioni di giornali e riviste ecc.) e sulla loro compagine istituzionale, o battersi per moltiplicare le strutture « cattoliche » in concorrenza con le altre... La « strategia » coerente con questa mentalità era una sola: applicare il principio del « lievito » che fermenta la massa (Mt. 13, 33), aiutare cioè a « vivere » il fondamentale cristiano quegli uomini che fanno e manovrano le strutture (« vertebre ») e PER MEZZO DI LORO « vertebrare » cristianamente TUTTE le strutture umane... Da questa strategia è nata tutta la «metodologia» dei cursillos: * studio degli ambienti, ricerca delle « vertebre », o agenti di trasformazione dell'ambiente che hanno in esso un influsso umano maggiore (Precursillo), * evangelizzazione delle medesime mediante il Cursillo, * e con-vivenza del Dopo-cursillo per aiutarle a « vivere » il fondamentale cristiano... Le scelte di ordine metodologico sono una delle tante vie possibili per rendere operanti la mentalità (scelta apostolica, pastorale, teologica) e la strategia (vertebre-fermento) e raggiungere le finalità del Movimento. E' un male gestire attività pastorali della Chiesa senza un metodo. E' chiaro, però, che nella scelta del metodo è determinante la situazione pastorale concreta del luogo: il metodo, infatti, è al servizio dell'uomo concreto e non viceversa. Gesù, ad es., non esigeva il digiuno dai suoi discepoli perché otre « vecchio » incapace di contenere il vino « nuovo » (Mc. 2, 19.22) e Paolo s'è attenuto alla « gratuità » dell'evangelizzazione in misura diversa a Corinto (1 Cor. 9, 12) che in altre chiese da lui fondate (2 Cor. 11, 7-10) appunto perché veniva a contatto con sensibilità diverse. Anche i contenuti del suo annuncio erano diversi a seconda che parlava ad Ebrei o a Gentili: nella sinagoga di Antiochia di Pisidia, per es., il suo discorso concede molto spazio alla « storia biblica » (Atti 13, 16 ss), mentre invece nel suo discorso sull'Areòpago di Atene trova molto spazio il « ragionamento» (Atti 17,22 ss)... IL PERCHÈ DELL'ATTUALITÀ DEI CURSILLOS La congiuntura che la Chiesa sta attraversando oggi forse- l'ha attraversata mai lungo il corso della sua storia millenaria. Nel mondo di oggi, e quindi in certa misura anche nella Chiesa, è in atto il salto: - dall'istituzionale al comunitario, - dalla norma al criterio, - dall'imposizione alla libera scelta, - dall'ideologia ai singoli valori concreti, - dalla sicurezza alla ricerca, - dalla esecuzione alla creatività, - dalla sottomissione alla responsabilità, - dalla integrazione all'anticonformismo sociale, - da modelli di vita ispirati all'essenza dell'uomo (semplicità Prov. 30,8) a modelli più coinvolti nell'esistenza concreta dell'uomo (che è sempre in evoluzione), e quindi da un mondo statico a un mondo dinamico... Sappiamo però che lo Spirito di Dio è presente a questo evolversi dell'uomo (cfr. salmo 139, 7-10) e lo finalizza all'attuazione dei disegni di Dio sui singoli (Rom. 8,26-27). La celebrazione del Concilio ecumenico Vaticano II e la sua applicazione alla vita della Chiesa è un'espressione di questa presenza dello Spirito al mondo. Il Vaticano II, infatti: * ha inondato la Chiesa di luce nuova che ci obbliga ad una visione nuova dei problemi, * ha immesso nella Chiesa aria fresca che ci obbliga ad allenare i polmoni ad un, più largo respiro, * ha rimesso la Chiesa bruscamente in marcia chiamandoci ad un dinamismo più vigoroso... Tutto questo ha provocato e provoca anche nel Movimento dei cursillos l'elaborazione di:
    • una teologia della Grazia:
      • PIU' BIBLICA (cfr. la GRAZIA IN DIO che si manifesta nella « elezione » e nella « benedizione» dei suoi eletti, chiamati alla «comunione », alla « alleanza » con Lui, alla « santità » Ex. 19, 6; Os 2, 21-22; Giov. 1, 17 e inviati IN CRISTO a portare la « benedizione » a tutte le genti Gal. 3, 14 vale a dire lo Spirito Santo promesso che nella varietà dei carismi specifica I'« elezione » delle singole persone ad una missione propria nel Corpo mistico),
      • PIU' ESISTENZIALE («'alleanza » Ex. 24, 8; « nozze » Os. 2,21-22; « famiglia » Os. 11, 1; « rigenerazione » Tito 3, 5; « comunità » 1 Cor. 12, 7),
      • PIU' VIVA (« operosità della fede » 2 Tess. 1, 11-12 in una vera novità di vita » Rom. 6, 4),
      • PIU' INCARNATA (2 Cor. 8,14)...
    • una teologia della Speranza più concreta (« cieli nuovi » e « terra nuova » Is. 65, 17; 66, 22; 2 Piet. 3, 13; Apc. 21, 1; Rom. 8, 19-23)... ,
    • una teologia della Salvezza più radicata nella comunità (« Non può l'occhio dire alla mano: Non ho bisogno di te... » 1 Cor. 12, 21)... La ragione dell',« attualità » dei cursillos sta proprio nel fatto che la mentalità del Movimento è suscettibile di maturazione e di adeguamento alla vita. senza per questo perdere la sua identità. La mentalità ringiovanisce così fa metodologia adeguandola alle caratteristiche dell'uomo di oggi e garantendole autenticità e funzionalità. La mentalità è il motore di « attualizzazione » del cursillo sia per la sua funzione CRITICA (nel discernere quanto è invecchiato, inadeguato, eccessivo cfr. Mc. 2, 22; 1 Cor. 2, 4; Atti 15, 10) come per la sua funzione CREATIVA (soprattutto negli adattamenti richiesti dai nuovi àmbiti umani ai quali sta arrivando il cursillo cfr. 1 Cor. 9,20-22). L'unità di mentalità nei gestori dei Movimento garantisce l'unità nella pluralità di « attualizzazionì » del cursillo (cfr. Gai. 2, 2.6-9). La mentaflità genera il CRITERIO con cui va seguito il processo di maturazione, di crescita e di trasmissione dei Movimento ad altre diocesi, ad altre nazioni, ad altri continenti (cfr. 2 Cor. 12, 18; 8, 16). Affinché tale criterio si formi e si sviluppi sono necessari dentro il Movimento dei GRUPPI DI RIFLESSIONE in un atteggiamento continuo di ripensamento:
      • persone mentalizzate che però non possiedano la mentalità come un possesso pacifico, ma la sentano come una interrogazione continua (cfr. GESU' Lc. 9, 30-31; PIETRO Atti 10, 34.47; 11, 17; 15, 9; PAOLO Ef. 3, 3-5; Atti 26, 24; 2 Tim. 4, 13),
      • persone per le quali la stessa verità evangelica non ha senso SE NON SI INCARNA NELLA VITA, se non diventa operosa (cfr. 1Cor. 13, 2; 2 Cor. 3, 3),
      • persone per le quali, dunque, è urgente scoprire il profilo più puro del cristiano (Giov. 13, 35 e Atti 1, 8) e ricercare le vie per aiutare le persone a conformarsi al Vangelo nel modo più pieno,
      • persone che sottopongano al vaglio del dialogo e della sperimentazione le loroo nuove, intuizioni pastorali ed evitino l'atteggiamento sbagliato di difendere la propria ricetta (cfr. Gal. 2, 2; 1 Cor. 14, 29)...
      • II Movimento si mentalizza soltanto se in esso « predominano » (Idee fondamentali, n. 24) persone che ne possiedono la mentalità; persone che, non solo conoscono la mentalità e sanno esporla, ma l'hanno incorporata in modo così vitale che ne contagiano gli altri (cfr. Lc. 24, 32; Atti 15,11 s; 1 Cor. ,16, 9). La trasmissione di una mentalità, infatti, non può farsi soltanto tramite addottrinamento perché ordinariamente l'uomo « apprende » ciò che gli si insegna, ma « sa » soltanto ciò che lui stesso scopre... Il Movimento dei cursillos mette i suoi responsabili (preti e laici) di fronte all'asserto franco e convinto che il Cristo (non tanto il Cristo dei miracoli, quanto piuttosto il Cristo del comandamento nuovo) ed il cristianesimo sono la vera soluzione di tutti i problemi del mondo, ma preti e laici « scoprono » la verità di questo asserto nella vita di coloro che hanno preso sul serio il cristianesimo, poiché quando gli uomini l'hanno preso sul serio il mondo è veramente cambiato (cfr. Atti 2,44-45; 4,32-35)... Il cristianesimo è la soluzione ed una soluzione CONCRETA ai problemi del mondo. Questa mentalità sta rivelandosi, in questo periodo postconciliare, come un fermento inatteso di rinnovamento... (CONTINUA....)
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